Epatite C: incontro informativo 2016

“ORA BASTA. FARMACI PER TUTTI!”

Potremo dunque riassumere con questa espressione il sentimento e le volontà emerse da questo incontro. Un messaggio stavolta che non parte solo dai pazienti, ma vede uniti, finalmente anche i Medici che ogni giorno si trovano a condividere con i pazienti stessi problemi e gioie, drammi e difficoltà.

“L’offerta dei farmaci innovativi a tutti i pazienti con epatite C: limitare l’accesso è l’unica soluzione?” – questo il titolo che si è voluto dare all’ormai consueto Convegno Nazionale organizzato da Epac, tenutosi lo scorso 11 giugno a Napoli, un incontro che ancora una volta ha permesso un confronto e dialogo diretto tra pazienti, medici e decisori.

Lo scenario di quest’anno è stato Napoli, città simbolo di una Regione, la Campania, indissolubilmente legata alla problematica dell’HCV; una regione però che nonostante le stime che la collochino a primi posti in Italia per prevalenza di infezioni, si è dimostrata leader anche in organizzazione e gestione della patologia.

Dopo le incertezze dei primi mesi dell’arrivo della rivoluzione curativa offerta dai nuovi antivirali ad azione diretta, dovuta ad ovvie difficoltà di organizzazione e gestione delle risorse, la Campania ha avviato un progetto organico per affrontare la sfida, attraverso la convergenza di forze, idee ed impegno, di eliminazione dell’infezione da HCV.

Questo anche il sunto dell’intervento del Prof. Enrico Coscioni (Consigliere Presidente delegato sui temi della Sanità – Regione Campania) che ha sapientemente tirato le somme sulla realtà Campana, evidenziando quanto prezioso sia stato il lavoro fino ad oggi svolto, un lavoro che non solo ha permesso alla Campania, con le circa 6.000 terapie avviate, di porsi ai vertici nazionali per numero di terapie avviate, ma di iniziare in maniera concreta quel percorso di eradicazione della infezione obiettivo ed “obbligo” non solo clinico ma etico e sociale.

Un intervento dunque non solo a render merito a quanti hanno contribuito a far sì che tutto ciò fosse possibile, ribadendo la volontà di proseguire in questo percorso cercando di migliorare sempre più, ma anche a mettere chiaramente in luce le intenzioni della classe dirigente: un auspicio alla revisione dei criteri di accesso ai nuovi farmaci, che deve avvenire a livello nazionale, così da poter consentire accesso alle nuove terapie a sempre più pazienti, per raggiungere l’obiettivo ultimo di eliminazione dell’HCV.

Circa 500 i pazienti che si sono uniti alla discussione, animata e condotta dai maggiori esponenti dell’epatologia, della Gastroenterologia e delle Malattie Infettive della Regione, senza dimenticare, ovviamente, il sapiente e insostituibile contributo dei membri dell’Associazione.

Il programma scientifico

Il programma è stato ricchissimo di interventi, pregno di contenuti ed ha lasciato ampio spazio alle considerazioni, riflessioni e, ovviamente, al confronto con i partecipanti.

Ogni tematica è stata toccata, tante le informazioni che sono state date, tantissimi i messaggi lanciati, molteplici i dubbi chiariti, ferme le intenzioni mostrate e ribadite.

Il convegno si è articolato in due fasi principali, per concludersi con un ampio spazio dedicato alle domande ed al confronto.

Durante la prima sessione, con la moderazione del Prof. Antonio Chirianni (Ospedale Cotugno e Presidente SIMIT) e della Prof.ssa Carmelina Loguercio (Seconda Università degli Studi di Napoli – Policlinico), il Prof. Giovanni Battista Gaeta (Seconda Università di Napoli – Policlinico) ha illustrato l’efficacia delle nuove terapie per l’epatite C e il conseguente miglioramento della qualità della vita che esse hanno portato.

Il Prof. Nicola Caporaso (Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli) ha fatto quindi il punto sui pazienti con cofattori di rischio che necessitano di un trattamento immediato, sottolineando come l’epatite C sia una infezione sistemica, capace di coinvolgere molteplici sfere della salute, dal sistema muscoloscheletrico a quello endocrino, neuromuscolare, neurologico, ecc. e quindi di quanto necessario sia intervenire.

Infine, il Dr. Ernesto Claar (Ospedale Evangelico Villa Betania) ha presentato un focus sul paziente anziano, cercando di delineare gli aspetti fondamentali della tematica, che rappresenta una questione delicata soprattutto in termini di “necessità” o “utilità” di trattamento.

La seconda sessione è stata invece moderata dal Dr. Carmine Coppola (ASLNapoli3 Sud – Area Stabiese, Plesso Nuovo Gragnano) e dal Prof. Guglielmo Borgia (Università Federico II di Napoli). Durante questa sessione si sono avvicendati il Prof. Dr. Luciano Tarantino (Ospedale S. Giovanni di Dio di Frattamaggiore – Napoli) che ha cercato di chiarire la tematica dell’accesso ai nuovi farmaci per pazienti con tumore al fegato, il Prof. Giovanni Di Costanzo (Ospedale Cardarelli – Napoli) che ha evidenziato le criticità nell’utilizzo dei nuovi farmaci per alcune tipologie di pazienti e, infine il Prof. Marcello Persico (Università di Salerno) che ha mostrato interessanti e speranzosi dati sul possibile miglioramento della cirrosi in pazienti che hanno eliminato l’infezione.

L’ultima sessione, come detto, è stata un momento di aperto dibattito e confronto, guidata dal Dr. Basilio Fimiani (Umberto I – Nocera Inferiore – Salerno) e dal Prof. Antonio Ascione (Ospedale Fatebenefratelli di Napoli), che in rapida successione ha visto gli interventi del Presidente di EpaC Ivan Gardini, del Dr. Renato Santoro (Ospedali Riuniti di Salerno), del Dr. Guido Piai (Ospedale San Sebastiano di Caserta), del Dr. Angelo Salomone Megna (Ospedale Rummo, Caserta), del Dr. Salvatore D’Angelo (Ospedale San Giuseppe Moscati – Avellino), e della Prof.ssa Filomena Morisco (Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli) i quali hanno lanciato importanti ed interessanti elementi di discussione sui quali medici e pazienti hanno avuto modo di confrontarsi.

L’incontro si è infine concluso con i saluti ed i ringraziamenti di Massimiliano Conforti (Vice-Presidente di EpaC) vero padrone di casa date le sue origini Campane, che nel ringraziare tutti i partecipanti ha ribadito un messaggio chiaro e deciso:

<<Non ci fermeremo né arrenderemo finché a tutti i pazienti non sarà riconosciuto il diritto alla salute, il diritto alla vita!>>

 

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